Archivio dell'autore: mirandanullo

Ancora un cielo stellato

Mi sono accorta che mi piacciono i cieli. Bella novità, direte. Ma la consapevolezza di un cielo stellato sulla testa a me mette pace… anche quando intorno mi sembra stia crollando tutto.
Mi sono accorta che mi piace molto disegnare il cielo e mi sono anche accorta che quando questo accade il mio stato d'animo è sempre particolare. Ma non parliamo di psicanalisi spicciola. Parliamo di come disegnarne uno. Passo passo… disegnamolo insieme.
Per prima cosa ci serve:
Un pennello
Dell'acqua
Della carta acquerello
Dei DISTRESS Ink. (Io qui ho usato TUMBLED GLASS, STORMY SKY, BLUEPRINT e BLACK SOOT)
Dei DISTRESS Paint (PICKET FENCE e BLACK SOOT)

Partiamo fissando la nostra carta ad un supporto con del semplice nastro da imbianchino e poi bagnamola con dell'acqua pulita.

Fino qui direi che è facilissimo.
È facile anche quello che faremo adesso. Basta semplicemente non avere paura e sorridere… non pensate da adesso in poi, fidatevi… respirate e colorate…
Iniziate dal colore più chiaro, il tumbled glass, e con il pennello ben bagnato iniziate a fare dei segni sulla vostra carta… a casaccio… ricordandovi solo di cercare di mantenere il centro più chiaro rispetto ai bordi della vostra carta…

Dove vi sembra troppo scuro schiarite con dell'acqua pulita e dove vi sembra troppo chiaro scurite con il colore.
Tranne per la storia del centro più chiaro, non pensate a copiare nulla: è il vostro cielo, coloratelo come volete;)
Una volta soddisfatti con il primo colore passiamo a quello più scuro (stormy sky) e coloriamo ancora come prima. Non abbiate timore nel sovrapporre i colori: l'acqua li sfumerà per voi:

E così via… con il blueprint e con il black soot …

Unica accortezza di cui vi dicevo: scurite i bordi e lasciate il centro chiaro… a questo punto il nostro cielo è terminato… mancano le stelle (io le ho fatte con il picket fence paint) e qualche alberello…(fatti con il black soot paint).

Mi piace un sacco questa tecnica perché pur non sapendo disegnare l'effetto è proprio carino…
Ma a questo punto trasformiamo il nostro disegno in una Card. Essendo molto scuro si potrebbe embossare con della polverina bianca il nostro sentiment. Oppure si potrebbe stamparlo con un bel Archival Black Jet nel centro dove lo sfondo è più chiaro… oppure possiamo armarci di penna gel bianca e scrivercelo da soli… io ho optato per la terza scelta e ho scritto così…

Ed ecco il risultato finito

La qualità delle mie foto è pessima, me ne rendo conto e mi scuso, ma spero lo stesso di avervi convinto a prendere in mano i vostri DISTRESS (reinker e paint) e soprattutto a prendervi del tempo… per contemplare il vostro cielo stellato;)

Grazie mille per essere passati di qui
alla prossima
Mir

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Embellishment DIY


Fa troppo caldo!!! Per fare qualsiasi cosa…  quindi ho pensato di far fuori i miei pezzettini di carta religiosamente conservati… All’inizio ho pensato che potesse essere un modo per fare qualcosa di utile senza trasformare la scrivania in un campo di battaglia… poi però ho fatto danni lo stesso ma va bene così …

Dicevo… Abbiamo avanzi di carta? E punch? E timbri?… e allora abbiamo tutto quello che ci serve;)

Ho comprato questa meraviglia di timbro qui (dai, ma solo io penso dia bellissimo?!?)con una voglia pazzesca di stampare su sughero la piccola frame. Non so perché, ma secondo me è nata per essere stampata su sughero… e da qui è nata la voglia di costruirmi dei piccoli decori per il mio planner. Stampare sul sughero da graaaaaandi soddisfazioni;)


Sono partita da avanzi di carta e ho pensato di decorare prima dei bottoni… qui mi sono accorta che in punch non sono tutti uguali, quelli dell’EK sono i migliori e che servono sempre in quantità… perché quello della misura giusta, tranquilli che manca sempre!!!


E poi mi è presa la mano… e ho fatto dei piccoli banner per i giorni della settimana…



Alla fine mi è sembrato un gioco… come di quelli che si facevano alle elementari… e sono andata di girandole;)


Poi ho pensato di dare una nuova vita anche a delle piccole mollettine… non usavo questo punch di Martha Stewart da una vita… ed è un gran peccato: uno degli acquisti più versatili che abbia mai fatto in questo hobby!!!


E poi visto che ci avevo preso la mano mi sono buttata su cose più complesse… e ho tirato fuori anche la macchina da cucire 😂

Voi come utilizzate i vostri avanzi di carta?

Tanti baci e a presto

M!R

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DISTRESS PAINT… what else?


Vi ho mai detto che adoro i Distress? Beh. Io li adoro davvero. Mi piace innanzitutto la palette dei colori e poi mi piacciono tutti i componenti di questa grande famiglia: pad, reinkers, stain, paint, markers, crayons, oxide…. mi ci riempirei la casa, mi ci farei il bagno…

Ho un debito intellettuale pazzesco nei confronti di Patty perché è stato grazie a lei e all’ultima proposta di Formazione Creativa che ho scoperto quante cose si possono fare con i Distress. Io, prima di quell’esperienza pazzesca, mi limitavo a colorare con i reinkers, che e’ di per se fantastico, ma c’è un mondo lì fuori che aspetta di essere distressato LoL.

Oggi vi parlo dei Paint.

Allora. I Paint sono ACRILICI. Hanno fondamentalmente due qualità:

1. sono molto fluidi

2. Reagiscono con l’acqua.

Il fatto di essere molto fluidi permette loro di essere utilizzati con tutto (dita, spugnette, pennelli etc…)

Il fatto di reagire all’acqua permette loro di ottenere meravigliosi effetti marmorizzati estremamente vibranti. (Ah, importante… reagiscono con l’acqua fino quando sono bagnati, POI, una volta asciutti, a differenza degli altri Distress, non si muovono piu’). 

Interessante e’ il fatto che per la loro composizione chimica quando si aggiunge l’acqua si spandono sula superficie MA NON PERDONO dì intensità. Per intenderci bene: non si sfumano!

Con i paint possiamo colorare su tutto! E quando dico tutto intendo proprio TUTTO. Carta, stoffa, tela, legno, metallo, plastica,vetro…

Prima di usarli bisogna scuoterli un po’. Quando lo fate sentirete che all’interno ci sono due palline… mi raccomando, scekerateli bene prima di usarli.

Il risultato una volta asciutti è OPACO! Significa che possono essere usati perfettamente su craft, su superfici scure!!!!In questo senso si differenziano dagli altri Distress che sono invece traslucenti. Questa è stata la loro novità quando sono stati introdotti in questa meravigliosa famiglia.

A differenza degli acrilici classici, quando si aggiunge dell’acqua non si mischiano fra loro creando quell’ odioso effetto “fangoso” di poltiglia… restano ben divisi ed e’ per questo che fondamentalmente vengono usati usati per creare sfondi marmorizzati.

Essendo fluidi e’ moooooolto facile sfumarli fra loro… insomma, SONO MERAVIGLIOSI!!!!

Questa, a grandi linee, è la teoria. Nella pratica io li ho usati come veri e propri colori e con una voglia pazzesca di sporcarmi le dita ho disegnato un cielo (non ne disegnavo uno da tanto!!!)

Li ho usati su una tela… guardate che resa!!! Con i distress Markers ho aggiunto dei dettagli come i banner e qualche sfumatura. Il cagnetto… anzi, LA cagnetta (è una femminuccia e si chiama TABATA) e’ un Crazy Dogs stampato con Archival Jet Black su carta acquerello e colorato con i Distress Markers.

Un po’ di wink of stella clear sul collare ed un po’ di glossy accent su tartufo.

Il sentiment è scritto a mano.


Questo sentiment lo ripeto a me come un mantra, ma lo auguro ad ognuno di voi, certa che nella ricerca della felicità i colori sono potenti alleati🤗

Alla prossima

M!R

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Non si esce vivi dagli anni 80

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Ultimamente mi sono ritrovata a fare quello che molte crafter come me fanno di solito: ho messo un po’ a posto il mio perenne disordine e mi sono resa conto che ho un capitale di carta patterned che non uso essenzialmente per due motivi.

Il primo è che è troppo bella e poi finisce e non la trovo più.

Il secondo è che è troppo bella e poi la rovino e va finire che non la trovo più.

Si. Lo so. Non dite niente per favore….

Per queste assurde ed ataviche convinzioni che sono vere e proprie idiosincrasie, io in genere uso una struttura in bazzill e poi su carta acquerello coloro il mio timbro.

Ma mettendo a posto ho riesumato un vecchio quaderno della Naj Oleari… ebbene sì, da brava duraniana ho un passato paninaro mica da ridere. E così è iniziato un pomeriggio Amarcord che ho concluso in tarda serata  con la visione di Sposerò Simon Le Bon mangiando un hamburger vegano e ciao pulizie…

A film finito mi sono ritrovata a fare l’anziana della situazione… sapete quelle che dicono Quando ero giovane io era tutto più bello… e così lo sguardo mi è caduto sulla mia carta patterned e mi sono detta cavoli, come sarebbe bello avere la carta della naj oleari, quella si che la userei…  ed è stato un lampo pensare di farmi qualcosa di simile da sola.

Distress Marker alla mano…

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…. Ho pensato che le CRAZY THINGS del buon vecchio Tim potevano essere perfette. Al posto di usarle come ornamento potevano diventare l’elemento principale… (crazy things e crazy talk)

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Timbrati con Archival Jet Black in modo random su carta acquerello e colorati con gli ultimi arrivati nella palette dei Distress. A me sembra che l’idea pop riescano a trasmetterla bene.

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Glossy accent sulle lenti degli occhiali e glitterini un po’ ovunque … occhiali a specchio e sberluccichi … dai,  cosa c’è di più anni ottanta se tutto questo lo state facendo ascoltando WILD BOYS???!!!😊😊😊😊

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Sentiment d’obbligo pensando a me e a quello che doveva essere un normale pomeriggio di riordino 😉

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In genere sono sempre molto critica con i miei lavoretti, ma di questo sono entusiasta…

Grazie per essere arrivati fino qui, alla prossima,

M!R

😊
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DISTRESS STAIN

Nella famiglia dei DISTRESS gli Stain fanno sempre la parte dei parenti poveri, ci avete fatto caso? No? Beh, guardate nella vostra collezione di DISTRESS, quanti Stain avete? Infatti…

Allora permettetemi di presentarveli per bene, perché io li adoro… credetemi: SONO UNICI.

Sedetevi comodi che ho un sacco di foto😊

Allora, gli Stain sono innanzitutto Distress e quindi hanno le caratteristiche proprie di tutti i distress: si sfumano fra loro benissimo, reagiscono all’acqua e servono anche per timbrare.

Sono stati presentati al CHA del 2011, quando nella linea dei distress c’erano solo i pad e i reinker. In cosa si distinguono da questi? Sono la loro versione fluida. Hanno la stessa intensità di colore, ma sono più fluidi. Cambia la concentrazione insomma…


Vengono venduti in bottigliette di plastica e l’inchiostro esce da una spugnetta che permette di colorare in breve tempo è con poca fatica e spreco larghe superfici.

Come tutti i Distress gli Stain vanno utilizzati su superfici porose e sono TRASLUCENTI. Cosa significa? Semplicemente Che non sono coprenti😊 

Come si usano?  In mille modi più uno👯👯👯👯

Possiamo metterli sul craft sheet e poi raccoglierli con la carta che vogliamo decorare…

Oppure possiamo usarli direttamente sulla carta dopo averla bagnata..

Gli effetti sono molto diversi ed ugualmente belli.

Nel primo caso  abbiamo un effetto maggiormente sfumato, nel secondo caso più acquarellato.

Potete poi buttarci sopra dell’acqua. Guardate come reagiscono. Nel secondo caso si vedono di più, ma anche il primo non mi dispiace affatto.

Gli Stain sono presenti in tutti i colori della palette dei Distress, MA … parliamo un attimo del più bello ed il più necessario degli Stain. Il PICKET FENCE. 

Il Picket Fence (il bianco) è l’unico Stain che deve essere ben shakerato prima dell’uso perché al suo interno c’è del pigmento che permette di dare un effetto opaco. Essendo comunque traslucido sarà come mettere sopra quello che vogliamo decorare una sorta di patina. Quando lo usiamo all’inizio sembra davvero molto bianco, ma una volta asciugato l’effetto sarà gessoso e vedrete tranquillamente il vostro colore sotto, ma come attraverso un velo. In genere io lo uso quando non mi piacciono i colori che ho usato, quando l’effetto è troppo forte e vibrante… ad esempio… 


Oppure, guardate come è bello questo effetto marmorizzato. Si ottiene mettendo il picket fence sul craft sheet insieme ad altri colori. Nel mix il risultato è… come dire in italiano senza scomodare l’accademia della Crusca.. si può dire LATTOSO?😂😂😂
Non sembra un cielo dove sta per succedere qualcosa?

Ma ancora… usiamo un’altra tag … se uso un pezzetto di carta di avanzo per ritagliare il profilo delle nuvole…

… guardate cosa si può fare con un blending tool…

E basta un pennello vecchio ed ecco che inizia a nevicare 🙂

Oppure con uno stencil… ed ecco che improvvisamente il cielo diventa stellato. Come mi piace!!!!!!

Ma con gli Stain possiamo anche timbrare… basta metterli direttamente sul timbro senza avere paura che il cuscinetto di un colore si contamini con un altro colore… 

Guardate che bella timbrata… vedete? I colori si sfumano perfettamente fra di loro. 


A me personalmente piace un sacco anche così, ma andiamo oltre… e guardate che magia… basta un pennellino bagnato et voilá … siamo tutti acquarellisti!!!😊😊😊


Insomma… tanti tanti tanti motivi per voler giocare con questi splendidi inchiostri.

Io vi ho mostrato i miei. Aspetto di vedere i vostri;)

A presto 

Mir

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