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Volli, sempre volli, fortissimamente volli (Studiando per diventare una Scrapper)

Vi ho mai raccontato come sono entrata nel DT di Scrappando?

participando alla DT call, ovviamente, ma seguendo poi un iter un po’ particolare sul quale non vi tedio.

Non bisognava presentare nessun lavoro, ma solo scrivere una lettera di presentazione nella quale si doveva dire perché si voleva entrare in questo DT.

Io ero fresca da Formazione Creativa e scrissi una mail dove dicevo a Patty che non poteva non prendermi perché dopo quei giorni a Prato io non ero più la stessa (dal punto di vista creativo, ovviamente) e quindi: lei aveva fatto il danno e lei doveva porvi rimedio

Questo in soldoni… nella pratica posso dirvi che entrare a far parte di questa squadra ha significato tanto per me.

Qui si è formato quello che per me è il Gotha italiano. Qui si poteva capire cosa era l’eleganza, la ricerca… in ambito Scrap… poterne fare parte e’ stato uno delle cose più belle che mi sia capitata da quando pratico questo hobby.

Il sogno della mia vita però era imparare a fare album e LO… perché questo è Scrap. Raccontare con le immagini e con le decorazioni delle emozioni. Fare diventare questo gioco qualcosa che avesse un senso, al di là del mi piace farlo.!

Io sono una Card maker, fiera di esserlo e convinta che lo stamping sia una una cosa molto seria e molto alta. Ma questa dimensione propriamente scrapposa mi mancava… mi manca. Quale migliore opportunità allora di imparare in questo DT? Poi però mi sono persa via e dispiace molto.

Però la vita e le cose che accadono portano a sentire come importanti cose che in genere accantoniamo ed allora eccomi qui… a riprovarci a fare la Scrapper vera..

Il tutto è stato scatenato da una constatazione di mia sorella Arianna (nella foto) “Non ho foto di Max (il mio gatto)in casa’” e da qui l’idea di Scrappergliene una.

Una importante.

Magari una del giorno in cui si sono incontrati per la prima volta.

Da qui però un problema. Io non so scrappare!

Ed ho iniziato così a documentarmi sul serio. E questo qua sopra è il mio risultato finale.

Vi racconto il mio iter.

Per prima cosa mi sono documentata in giro e ho chiesto ad una cara amica che è anche una Scrapper che stimo molto quale è il suo processo mentale.

Perché credo davvero che al di là della libertà indiscussa di espressione un processo mentale sia d’obbligo. Ed ho capito che ci sono degli elementi da cui partire.

Prima cosa bisogna scegliere la foto.

La foto avrà dei colori e se non si hanno carte che ben si sposano con questi oppure si hanno colori che nulla hanno a che fare con la storia che si vuole raccontare allora bisogna stampare in bianco e nero. Io volevo raccontare di Max, che è un micio con la pelliccia bianca sporcata di crema e gli occhi azzurri … e mia sorella indossava una giacca fuxia. E quindi ho stampato in b/n.

Poi ho pensato che le carte che avevo erano troppo impegnative per me è che non ero in grado di usarle e così ho optato per un foglio di carta acquerello e ho giocato con i miei DISTRESS reinkers (si insomma… avevo bisogno di un elemento consolatorio che conoscessi bene mentre cercavo di mettere insieme elementi nuovi per me).

Ho scelti fra i miei timbri di KESI ART (fra l’altro sono in sconto sullo shop… vi lascio qui il link, fateci un salto perché gli sconti sono davvero alti e ne vale la pena) delle scritte e degli sfondi che ho timbrato con l’Archival grigio e con quello acquamarina.

ho poi scelto il mio titolo che probabilmente per dare un senso più armonico alla composizione avrei dovuto timbrare più in basso.

ho attaccato la mia foto usando del biadesivo spessorato in modo che ci fosse più dinamismo ed ho usato carte che richiamassero là palette che avevo scelto di usare.

il journaling invece riprende il senso sia dell’incontro di questa foto, sia il significato che questo lo ha per me… (del resto verrà appesa in quella che è la mia stanza a casa sua, quindi qualcosa anche a me deve raccontare).

Questa tagghina presa poi da questo timbro di Karine è diventata la mia immagine preferita è la sto mettendo un po’ ovunque e qui non poteva certo mancare…

Io vi ho raccontato il mio modo… e voi… come scrappare?quale è il vostro processo?

Resta fermo che ho appena iniziato e che d’ora in poi io studierò davvero e vi tedierò all’inverosimile😂😂😂😂

Grazie per essere passati di qua e buona conclusione di vacanze a tutti

Baci

Mir

Ps Per Tusaichi… GRAZIE!!!❤

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Ancora un cielo stellato

Mi sono accorta che mi piacciono i cieli. Bella novità, direte. Ma la consapevolezza di un cielo stellato sulla testa a me mette pace… anche quando intorno mi sembra stia crollando tutto.
Mi sono accorta che mi piace molto disegnare il cielo e mi sono anche accorta che quando questo accade il mio stato d'animo è sempre particolare. Ma non parliamo di psicanalisi spicciola. Parliamo di come disegnarne uno. Passo passo… disegnamolo insieme.
Per prima cosa ci serve:
Un pennello
Dell'acqua
Della carta acquerello
Dei DISTRESS Ink. (Io qui ho usato TUMBLED GLASS, STORMY SKY, BLUEPRINT e BLACK SOOT)
Dei DISTRESS Paint (PICKET FENCE e BLACK SOOT)

Partiamo fissando la nostra carta ad un supporto con del semplice nastro da imbianchino e poi bagnamola con dell'acqua pulita.

Fino qui direi che è facilissimo.
È facile anche quello che faremo adesso. Basta semplicemente non avere paura e sorridere… non pensate da adesso in poi, fidatevi… respirate e colorate…
Iniziate dal colore più chiaro, il tumbled glass, e con il pennello ben bagnato iniziate a fare dei segni sulla vostra carta… a casaccio… ricordandovi solo di cercare di mantenere il centro più chiaro rispetto ai bordi della vostra carta…

Dove vi sembra troppo scuro schiarite con dell'acqua pulita e dove vi sembra troppo chiaro scurite con il colore.
Tranne per la storia del centro più chiaro, non pensate a copiare nulla: è il vostro cielo, coloratelo come volete;)
Una volta soddisfatti con il primo colore passiamo a quello più scuro (stormy sky) e coloriamo ancora come prima. Non abbiate timore nel sovrapporre i colori: l'acqua li sfumerà per voi:

E così via… con il blueprint e con il black soot …

Unica accortezza di cui vi dicevo: scurite i bordi e lasciate il centro chiaro… a questo punto il nostro cielo è terminato… mancano le stelle (io le ho fatte con il picket fence paint) e qualche alberello…(fatti con il black soot paint).

Mi piace un sacco questa tecnica perché pur non sapendo disegnare l'effetto è proprio carino…
Ma a questo punto trasformiamo il nostro disegno in una Card. Essendo molto scuro si potrebbe embossare con della polverina bianca il nostro sentiment. Oppure si potrebbe stamparlo con un bel Archival Black Jet nel centro dove lo sfondo è più chiaro… oppure possiamo armarci di penna gel bianca e scrivercelo da soli… io ho optato per la terza scelta e ho scritto così…

Ed ecco il risultato finito

La qualità delle mie foto è pessima, me ne rendo conto e mi scuso, ma spero lo stesso di avervi convinto a prendere in mano i vostri DISTRESS (reinker e paint) e soprattutto a prendervi del tempo… per contemplare il vostro cielo stellato;)

Grazie mille per essere passati di qui
alla prossima
Mir

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Embellishment DIY


Fa troppo caldo!!! Per fare qualsiasi cosa…  quindi ho pensato di far fuori i miei pezzettini di carta religiosamente conservati… All’inizio ho pensato che potesse essere un modo per fare qualcosa di utile senza trasformare la scrivania in un campo di battaglia… poi però ho fatto danni lo stesso ma va bene così …

Dicevo… Abbiamo avanzi di carta? E punch? E timbri?… e allora abbiamo tutto quello che ci serve;)

Ho comprato questa meraviglia di timbro qui (dai, ma solo io penso dia bellissimo?!?)con una voglia pazzesca di stampare su sughero la piccola frame. Non so perché, ma secondo me è nata per essere stampata su sughero… e da qui è nata la voglia di costruirmi dei piccoli decori per il mio planner. Stampare sul sughero da graaaaaandi soddisfazioni;)


Sono partita da avanzi di carta e ho pensato di decorare prima dei bottoni… qui mi sono accorta che in punch non sono tutti uguali, quelli dell’EK sono i migliori e che servono sempre in quantità… perché quello della misura giusta, tranquilli che manca sempre!!!


E poi mi è presa la mano… e ho fatto dei piccoli banner per i giorni della settimana…



Alla fine mi è sembrato un gioco… come di quelli che si facevano alle elementari… e sono andata di girandole;)


Poi ho pensato di dare una nuova vita anche a delle piccole mollettine… non usavo questo punch di Martha Stewart da una vita… ed è un gran peccato: uno degli acquisti più versatili che abbia mai fatto in questo hobby!!!


E poi visto che ci avevo preso la mano mi sono buttata su cose più complesse… e ho tirato fuori anche la macchina da cucire 😂

Voi come utilizzate i vostri avanzi di carta?

Tanti baci e a presto

M!R

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DISTRESS PAINT… what else?


Vi ho mai detto che adoro i Distress? Beh. Io li adoro davvero. Mi piace innanzitutto la palette dei colori e poi mi piacciono tutti i componenti di questa grande famiglia: pad, reinkers, stain, paint, markers, crayons, oxide…. mi ci riempirei la casa, mi ci farei il bagno…

Ho un debito intellettuale pazzesco nei confronti di Patty perché è stato grazie a lei e all’ultima proposta di Formazione Creativa che ho scoperto quante cose si possono fare con i Distress. Io, prima di quell’esperienza pazzesca, mi limitavo a colorare con i reinkers, che e’ di per se fantastico, ma c’è un mondo lì fuori che aspetta di essere distressato LoL.

Oggi vi parlo dei Paint.

Allora. I Paint sono ACRILICI. Hanno fondamentalmente due qualità:

1. sono molto fluidi

2. Reagiscono con l’acqua.

Il fatto di essere molto fluidi permette loro di essere utilizzati con tutto (dita, spugnette, pennelli etc…)

Il fatto di reagire all’acqua permette loro di ottenere meravigliosi effetti marmorizzati estremamente vibranti. (Ah, importante… reagiscono con l’acqua fino quando sono bagnati, POI, una volta asciutti, a differenza degli altri Distress, non si muovono piu’). 

Interessante e’ il fatto che per la loro composizione chimica quando si aggiunge l’acqua si spandono sula superficie MA NON PERDONO dì intensità. Per intenderci bene: non si sfumano!

Con i paint possiamo colorare su tutto! E quando dico tutto intendo proprio TUTTO. Carta, stoffa, tela, legno, metallo, plastica,vetro…

Prima di usarli bisogna scuoterli un po’. Quando lo fate sentirete che all’interno ci sono due palline… mi raccomando, scekerateli bene prima di usarli.

Il risultato una volta asciutti è OPACO! Significa che possono essere usati perfettamente su craft, su superfici scure!!!!In questo senso si differenziano dagli altri Distress che sono invece traslucenti. Questa è stata la loro novità quando sono stati introdotti in questa meravigliosa famiglia.

A differenza degli acrilici classici, quando si aggiunge dell’acqua non si mischiano fra loro creando quell’ odioso effetto “fangoso” di poltiglia… restano ben divisi ed e’ per questo che fondamentalmente vengono usati usati per creare sfondi marmorizzati.

Essendo fluidi e’ moooooolto facile sfumarli fra loro… insomma, SONO MERAVIGLIOSI!!!!

Questa, a grandi linee, è la teoria. Nella pratica io li ho usati come veri e propri colori e con una voglia pazzesca di sporcarmi le dita ho disegnato un cielo (non ne disegnavo uno da tanto!!!)

Li ho usati su una tela… guardate che resa!!! Con i distress Markers ho aggiunto dei dettagli come i banner e qualche sfumatura. Il cagnetto… anzi, LA cagnetta (è una femminuccia e si chiama TABATA) e’ un Crazy Dogs stampato con Archival Jet Black su carta acquerello e colorato con i Distress Markers.

Un po’ di wink of stella clear sul collare ed un po’ di glossy accent su tartufo.

Il sentiment è scritto a mano.


Questo sentiment lo ripeto a me come un mantra, ma lo auguro ad ognuno di voi, certa che nella ricerca della felicità i colori sono potenti alleati🤗

Alla prossima

M!R

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Non si esce vivi dagli anni 80

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Ultimamente mi sono ritrovata a fare quello che molte crafter come me fanno di solito: ho messo un po’ a posto il mio perenne disordine e mi sono resa conto che ho un capitale di carta patterned che non uso essenzialmente per due motivi.

Il primo è che è troppo bella e poi finisce e non la trovo più.

Il secondo è che è troppo bella e poi la rovino e va finire che non la trovo più.

Si. Lo so. Non dite niente per favore….

Per queste assurde ed ataviche convinzioni che sono vere e proprie idiosincrasie, io in genere uso una struttura in bazzill e poi su carta acquerello coloro il mio timbro.

Ma mettendo a posto ho riesumato un vecchio quaderno della Naj Oleari… ebbene sì, da brava duraniana ho un passato paninaro mica da ridere. E così è iniziato un pomeriggio Amarcord che ho concluso in tarda serata  con la visione di Sposerò Simon Le Bon mangiando un hamburger vegano e ciao pulizie…

A film finito mi sono ritrovata a fare l’anziana della situazione… sapete quelle che dicono Quando ero giovane io era tutto più bello… e così lo sguardo mi è caduto sulla mia carta patterned e mi sono detta cavoli, come sarebbe bello avere la carta della naj oleari, quella si che la userei…  ed è stato un lampo pensare di farmi qualcosa di simile da sola.

Distress Marker alla mano…

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…. Ho pensato che le CRAZY THINGS del buon vecchio Tim potevano essere perfette. Al posto di usarle come ornamento potevano diventare l’elemento principale… (crazy things e crazy talk)

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Timbrati con Archival Jet Black in modo random su carta acquerello e colorati con gli ultimi arrivati nella palette dei Distress. A me sembra che l’idea pop riescano a trasmetterla bene.

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Glossy accent sulle lenti degli occhiali e glitterini un po’ ovunque … occhiali a specchio e sberluccichi … dai,  cosa c’è di più anni ottanta se tutto questo lo state facendo ascoltando WILD BOYS???!!!😊😊😊😊

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Sentiment d’obbligo pensando a me e a quello che doveva essere un normale pomeriggio di riordino 😉

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In genere sono sempre molto critica con i miei lavoretti, ma di questo sono entusiasta…

Grazie per essere arrivati fino qui, alla prossima,

M!R

😊
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